“Tutti pazzi per Dante,” puntata di La lingua batte (RAI Radio 3)

“‘Tutti pazzi per Dante’ è il titolo della puntata odierna della Lingua Batte alla luce delle innumerevoli iniziative e pubblicazioni previste per il settimo centenario della morte del poeta #Dante2021. Con l’occasione si inaugura una nuova rubrica, Dante tascabile, in cui il linguista Giuseppe Patota per 12 settimane terrà delle mini lecturae dantis che di concludono tutte con una canzone pop, a conferma delle infinite declinazioni di popolarità attribuibili allo scrittore fiorentino. Tra gli altri ospiti del conduttore Paolo Di Paolo lo studioso Enrico Malato, curatore della Divina Commedia pubblicata dall’editrice Salerno, e Laura Banella che, per le Edizioni di Storia e Letteratura, l’anno scorso ha firmato il saggio Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e Rinascimento. Nello spazio musicale la cantautrice Flo presenta il suo ultimo album ’31salvitutti’. Infine, Cristina Faloci intervista l’italianista Giulio Ferroni a proposito del volume L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia uscito per La Nave di Teseo nel 2019.”   –Description from RAI Radio 3

Click here to access the podcast episode, which aired on RAI Radio 3 on January 17, 2021.

Contributed by Carmelo Giunta

«Noi leggiavamo. . .»: Visual re-mediations of Canto 5 in the journal Arabeschi

In honor of Dantedì (March 25) 2021, the journal Arabeschi published a special issue dedicated to the visual re-mediations of the figures of Paolo and Francesca in Inferno 5. With an introduction by Gaetano Lalomia and Giovanna Rizzarelli, and featuring essays and virtual exhibits by Marcello Ciccuto, Laura Pasquini, and others, the special issue covers in depth the rich history of iconographic reception, across various visual media, of the story of Dante’s star-crossed lovers in the 20th and 21st centuries. At right is a screenshot of selected contributions to the issue.

Read the full issue (with image gallery) here.

Read the introduction by Lalomia and Rizzarelli here.

Claudio Marazzini: “La parola di Dante, uno squarcio sul mondo”

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“Una cosa interessante è questa: le celebrazioni per i centenari di Dante non sono così antiche, la prima è quella del 1865. Il centenario del 1865 fu grandioso, perché veniva subito dopo l’unità d’Italia e Dante in quell’occasione era diventato il padre della patria. Alcuni hanno criticato questa attribuzione, e da un punto di vista strettamente storico è sbagliata: Dante credeva nella monarchia universale, aveva fiducia nell’imperatore, quindi non aveva un’idea di Italia politica. Però, allo stesso tempo, quella parola ‘Italia’, che risuona così pregnante, così calda in certi versi di Dante (‘Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!’), non è una semplice definizione geografica: è un concetto culturale e si basa su di una comunanza di cultura e di lingua tra gli italiani in cui Dante credeva. Le celebrazioni del 1921 furono in chiave un po’ nazionalista: tirava già aria di fascismo imminente. E fu la volta di Ravenna, che ne fu protagonista. Come si caratterizza il centenario del 2021 rispetto agli altri? Credo che questo sia l’anniversario in cui si è tentato un maggior coinvolgimento popolare e spettacolare: sono stati messi in cantiere molti eventi teatrali, musicali, anche non strettamente legati alla filologia di Dante ma in qualche modo da lui suggeriti. Quindi a maggior ragione sarebbe importante essere liberi per poter avere tutto questo fervore di attività artistiche ispirate da Dante.” [. . .]    –Elisa Bianchini, Corriere Romagna, January 13, 2021.

The Florentine, “Best Dante Books: A Deep Dive Into The Medieval Poet”

best-dante-books-a-deep-dive-into-the-medieval-poet-2021“T.S. Eliot famously said, ‘Dante and Shakespeare divide the modern world between them; there is no third.’ While Dante is still rigorously read in Italian schools, most English-speaking countries limit themselves to a bit of the Inferno in Western literature courses, if at all. Approaching Dante for the first time can be daunting, especially since some knowledge about his life and times is essential for understanding the poem. Fortunately, there is no shortage of excellent books on the subject to help make the journey easier and more enjoyable.” [. . .]    –Alexandra Lawrence, The Florentine, March 5, 2021.

“Così nasce una lingua, l’intervista a Giovanna Frosini su come Dante inventò l’italiano”

giovanna-frosini-interview-2021“La figura di Dante come forgiatore e fabbro della lingua è veramente affascinante. Ci sono parole molto colte e dotte, per esempio, in apertura del Paradiso, trasumanare, cioè superare i limiti della condizione umana, proprio come Dante stava sperimentando in quel momento. C’è, poi, una serie di composizioni. Faccio due esempi, a partire dello stesso meccanismo, che ora descrivo: si parte da un sostantivo, si fa un verbo e, eventualmente, ci si aggiunge un prefisso. Questo meccanismo è lo stesso che usiamo anche noi oggi: cliccare deriva dal sostantivo (onomatopeico) clicchattare dal sostantivo chat, e così via. È uno di quei meccanismi che nella nostra lingua funzionano nella formazione delle parole, aldilà del tempo. Nell’Inferno, quando si parla dei diavoli che prendono coi loro uncini i barattieri, Dante adopera una serie di verbi, il più strepitoso dei quali è forse arruncigliare, che viene da runciglio, ossia uncino. Il bello di parole come queste è che sintetizzano, in una sola formazione verbale, il senso di un’immagine. Questa è la forza del poeta, che sa concentrare nelle parole un intero concetto e un’intera immagine.” [. . .]    –Giovanna Frosini, Frederico Pani, January 9, 2021.

 

Victoria Ocampo, Autobiografía II: La rama de Salzburgo (1980)

“Victoria utilizará también una serie de referentes literarios, teniendo siempre como principal a la pareja Francesca y Paolo, dos amantes que aparecen en la Divina Comedia en el Canto V del Infierno. Dante habla con ellos y siente gran compasión por su amor, de modo que entabla un diálogo con ellos – algo que el autor no hace con casi nadie de los personajes en los tres libros. Asimismo, habla de Marcel Proust, Virginia Woolf, Jane Austen, Emily Brönte, entre otros.”   –Review on El buen librero (August 8, 2014)

Ocampo also published De Francesca à Beatrice, a commentary on Dante’s Divine Comedy, in 1923.

L’italiano è figlio della Commedia?

litaliano-e-figlio-della-commedia-2021-the-black-coffee“A prescindere dall’importanza che ebbe la Scuola Siciliana già negli anni Trenta del XIII° secolo nella creazione poetica in lingua volgare e, quindi, quale spinta allo sviluppo di un italiano scritto, pensiamo a quanto sia bella la nostra lingua quando non ci si fermi all’uso fiorentino di un termine, o a quanti aggettivi possano descrivere il medesimo (s)oggetto o di quale ricchezza si possa godere attingendo a più fonti. La pluralità linguistica, il mischiare alto e basso, l’inventare neologismi, sono del resto tutte caratteristiche che Dante apprezzava e applicò egli stesso nella sua Commedia.

“Pensare di ancorare l’italiano a un testo del Trecento fruibile solamente se acculturati è un’operazione elitaria e borghese, espressione ancora una volta di un’egemonia economica (e/o accademica) che poco si sposa con le necessità storiche e sociali a cui si deve rifare un sano sviluppo linguistico.” [. . .]    –Simona Maria Frigerio, The Black Coffee, January 23, 2021.

Mark Scarbrough’s Podcast Walking With Dante Podcast (2021)

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“Ever wanted to read Dante’s Divine Comedy? Come along with us! We’re not lost in the scholarly weeds. (Mostly.) We’re strolling through the greatest work (to date) of Western literature. Join me, Mark Scarbrough, as I take on this masterpiece passage by passage. I’ll give you my rough English translation, show you some of the interpretive knots in the lines, let you in on the 700 years of commentary, and connect Dante’s work to our modern world. The pilgrim comes awake in a dark wood, then walks across the known universe. Join us. New episodes every Sunday and Wednesday.” [. . .]    –Mark Scarbrough, Apple Podcast Preview, 2021.

To listen to the Walking With Dante podcast series visit Apple Podcasts here or the Mark Scarbrough website.

DeseretNews, “We are living in Dante’s Inferno: Here’s Our Way Out”

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“Many of us who face the start of 2021 are experiencing political and personal crises analogous to what Dante confronted seven centuries earlier. Families are split according to political alliances. Homes are being lost to foreclosures. More walls are going up than doors are being opened. Pride leads us to blame others rather than accept any personal responsibility. We prefer to react rather than act in ways that lead to positive, forward motion. Dante’s epic, if read to the end, teaches that there is a better and more hopeful way.

“To follow Dante’s example, we must read widely and be open to more than one news source or a single viewpoint. We must recognize how breaking the law, whether God’s or man’s, easily leads to corruption, no matter how smart or rich the person is. We must take responsibility for our own actions, acknowledge when we are wrong, and engage in honest efforts to make amends. We must adopt long-term views and prioritize what matters most. Dante would argue that only then can one find the wisdom and the fortitude to endure to the end.” [. . .]    –Madison Sowell, DeseretNews, January 18, 2021.

 

The Guardian’s Opinion: Dante’s Heavenly Wisdom For Our Troubled Times

the-guardian-dantes-wisdom-in-troubled-times-2021“The artistic aspirations of the Divine Comedy were, of course, more profound than a mere settling of scores with people Dante didn’t like. His great work, completed in 1320, helped structure the theological imagination of the Catholic world. But as this year’s anniversary celebrations begin, it is the poet’s reflections on politics that strike a particular chord. He was as preoccupied with the consequences of factionalism and tribalism as we are.

“The explanation for that lies in Dante’s own turbulent biography. Prominent in the ferocious power struggles of medieval Florence, he at various points took up arms, held high office, was double-crossed by Pope Boniface VIII and subsequently died in exile. Writing the Divine Comedy, the author deals ruthlessly with those who engineered and profited from the poet’s banishment. Boniface’s card is marked in Canto XIX of Inferno. Filippo Argenti, a political rival, is placed in the fifth circle of hell, reserved for the wrathful, where he bites lumps out of himself for all eternity.” [. . .]    —The Guardian, January 14, 2021.