Annamaria Testa, “Dante Alighieri e la pubblicità, tra pop e kitsch”

dante-pubblicita-kitsch-pop-acqua“Proponete a chiunque questo indovinello: ha un gran naso e uno strano copricapo rosso, è un protagonista della letteratura mondiale, è toscano. Chi è?

“Qualche spiritoso potrebbe deviare su Pinocchio che, a suo modo, coincide, ma tutti gli altri vi risponderanno Dante Alighieri o, più facilmente, Dante e basta.

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“Un motivo in apparenza marginale, ma in realtà non così irrilevante del radicarsi della figura di Dante nell’immaginario collettivo sta proprio nel suo essere sempre e perfettamente riconoscibile quando viene rappresentato. L’abito e il copricapo rossi, la corona d’alloro, il gran naso: bastano pochi tratti, e Dante è Dante. È come se tutti i pittori che lo rappresentano avessero, nei secoli, lavorato sotto lo stretto controllo di un occhiutissimo ufficio marketing, attento a impedire qualsiasi minuscola deviazione dalle caratteristiche stabilite in una ideale Bibbia del Marchio.

“Insomma: se Dante fosse un brand (e stiamo parlando di un brand con una storia  plurisecolare), potrebbe vantare una coerenza di segni che neanche la Coca Cola.” –Annamaria Testa, “Dante Alighieri e la pubblicità, tra pop e kitsch,” Nuovo e utile (2013)

Contributed by Davida Gavioli